Incipit

Troppo spesso dimentico quanto bella e antica sia la mia terra. Fatta di scorci e memorie che da soli possono riempire di senso un’intera vita. Eppure, nomade nel cuore, me ne vado in  giro a cercare il nulla per riempire i vuoti che sento.

Quest’estate sono andato al matrimonio di mia cugina. La famiglia dello sposo, possedendo una masseria verso la piana di Catania, dalle parte di Vizzini, ha organizzato lì il ricevimento, ritrovando fra quelle vecchie mura il gusto vero di una festa antica.

sinopsi

Un breve racconto in cui si innesta un altro racconto, uno di quei magici momenti fra estranei che fanno di una giornata, già di per sé diversa, un momento speciale, di quelli che il cielo regala all’improvviso come momento di riflessione sulla propria vita.

personaggi

L’io narrante, spaesato invitato al matrimonio della cugina che, nell’allegra confusione, sente pià forte a solitudine sentimentale in cui è dopo la rottura con la sua ragazza.

‘Nzino, il vecchio massaro, che in un dialetto siciliano strettissimo e magico vuol far sorridere il triste invitato raccontandogli una sua tristezza antica.